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Casi complessi

Come ho (finalmente) superato la fobia del dentista

Intervista con Anna, nostra paziente con la paura o fobia del dentista.

Buongiorno Anna, ci puoi parlare del tuo rapporto con il dentista?

la paura o fobia del dentistaIl mio rapporto col dentista è nato malissimo: da ragazzina, quando andavo dal dentista, mi curava le carie senza farmi l’anestesia e quindi avevo sempre male, da li è nata la mia paura e ho rifiutato in seguito di andare dal dentista, mi sono rovinata i denti per la paura, perché non era solo una paura ma una vera e propria fobia. I denti un poco alla volta si sono cariati, avevo degli ascessi ogni tanto, anche dolorosi. Prima di sposarmi (ormai 32 anni fa) ho dovuto togliere dei denti perché ormai erano irrecuperabili e non si potevano più aggiustare e mi hanno fatto dei lavori provvisori, così dopo di nuovo non volevo andare dal dentista … insomma continuavo così, ma capivo che questo era un mio problema, che però nascondevo e che l’avevo sempre lì latente, era una cosa brutta da sopportare perché io sapevo che avrei dovuto andare ma avevo paura, terrore e non riuscivo a superare questo fobia. Poi, accompagnando mio zio, quattro anni fa qui dal Dott. Motta ho visto in sala d’aspetto un manifesto che pubblicizzava l’analgesia sedativa, sembrava un messaggio proprio per me, e mi sono detta “forse questo è il momento giusto per affrontare il mio problema e se mi fanno questa anestesia magari soffro di meno, no?” Così, dopo un po’, mi sono decisa e sono venuta qui, ho spiegato il problema che avevo, il mio terrore e la bocca in questo stato proprio perché avevo paura e il Dott Alessandro mi ha rassicurato, spiegandomi che mi avrebbe messo una mascherina da cui respirare e questo mi avrebbe subito rilassato, solo dopo mi avrebbe fatto la puntura di anestesia. Da lì, un po’ alla volta, ho cominciato a farmi curare seriamente,  per “rifarmi la bocca” e ora sono soddisfatta: rido, mastico, e sono contenta perché non ho più questo pensiero latente che mi rovinava l’esistenza.

Hai superato il trauma per la paura o fobia del dentista?

Ho superato il trauma, nonostante il timore che mi accompagnava tutte le volte che entravo.  Qui sono stati tanto carini perché mi hanno preso con le buone, mi hanno spiegato le cose, addirittura, prima di togliere i denti, siccome avevo sempre ancora tanta paura, mi hanno dato un calmante. Devo dire che non ho sofferto, assolutamente niente, né a toglierli né a fare gli impianti. Sì, avevo ancora la paura anche dopo averli tolti, per il pensiero degli impianti che mi terrorizzava proprio, e invece mi hanno “addormentato”, mi hanno fatto un’anestesia non totale,  è un’anestesia  cosciente,  sei come addormentata ma se loro mi parlavano io potevo tranquillamente rispondere.

la paura o fobia del dentistaCome ti sentivi durante l’intervento?

Ah, io mi sentivo rilassata, completamente rilassata. Si figuri che mi ricordo che ero lì durante gli impianti, avevo gli occhi chiusi, dormivo, però mi hanno detto: “Signora apra la bocca” e io ho aperto la bocca ma non ho sentito assolutamente alcun dolore, proprio niente, per cui sono contentissima adesso di aver superato questo trauma e questa mia fobia

Ti ha cambiato la qualità della vita?

Eh sì, sì… mi sento anche meglio in tutte le sfere della mia vita, da tantissimi anni vivevo con questo problema latente che mi veniva fuori ogni tanto: “devo andare dal dentista” – “no, no, non ho il coraggio e non ci vado”. Finalmente, grazie a quel cartello in sala d’aspetto sulla sedazione cosciente, ci sono riuscita e sono veramente soddisfatta.

Credi che la sedazione cosciente possa essere d’aiuto a molte persone?

Sicuramente, non so quante persone abbiano queste paure, ma credo molte. Ma la mia era proprio una fobia. Se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti!

Serve parlarne?

Sì, ma io non ne parlavo neanche, perché era diventato un problema, una specie di tabù. Mi tenevo gli ascessi pur di non andare dal dentista, riempiendomi di antibiotico e antidolorifico… anche questa una strategia, pur di non affrontare il problema! Il dolore del passato mi ha traumatizzata, inoltre sono piuttosto sensibile, e la questione che ti toccano in bocca è una cosa molto intima, no? Pensare che ora sono soddisfatta come mai prima.

Quindi  adesso hai un approccio diverso col dentista?

Si. Chiaro che non ci vado volentieri, però ho un approccio molto diverso e devo ribadire che la cosa per me importante è che in Studio Motta davvero non ho sofferto, hanno usato tutte le cautele e le attenzioni del caso, anche a fine intervento, facendomi rilassare in una sala con luci soffuse, lettino ad acqua riscaldato e cromoterapia. Tutto il processo di cura e guarigione è andata benissimo. Grazie

Grazie a te, per questa importante condivisione #espressionedite.

Anna – intervista di maggio 2017

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2019-12-06T10:29:01+01:00

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