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Chirurgia

Denti con o senza giudizio.

I denti del giudizio sono gli ultimi denti ad erompere all’interno del cavo orale ma, nella maggior parte di casi, a causa dell’evoluzione antropometrica dei mascellari, non hanno spazio sufficiente in arcata. Per questo motivo restano o all’interno della compagine ossea o erompono parzialmente.
Questo causa una serie di conseguenze:
• ortodontiche: esercitano una forza che “sposta” gli altri denti diventando una causa concomitante di affollamento dentario
• parodontali: infiammazioni ed ascessi per l’instaurarsi di tasche ove si raccoglie la placca batterica senza possibilità di essere eliminata con lo spazzolamento.
Queste due condizioni possono danneggiare il dente adiacente, vale a dire il secondo molare, dente fondamentale nella funzione masticatoria.

La diagnosi:

Occorre sottolineare che solo un’attenta valutazione diagnostica permette di selezionare i casi in cui l’estrazione è necessaria, in quanto, seppur con una media statistica bassa, esistono casi in cui i denti del giudizio possono essere conservati.

La mia formazione nell’ambito della chirurgia orale, insieme alla sedazione cosciente praticata da un anestesista, permette di annullare completamente i disagi e il dolore intra operatorio e di ridurre quelli post operatori.

4×1 seduta

La scelta di estrarre tutti i denti del giudizio in un’unica seduta nasce da esperienze documentate in letteratura e non da idee personali.
L’estrazione multipla dei 4 denti del giudizio in sedazione cosciente rappresenta oggi la scelta d’elezione per il paziente, che con la metodica tradizionale avrebbe molti più disagi intra e postoperatori. Questo è quanto riporta la letteratura e quanto la mia esperienza di oltre 10 anni di chirurgia ha evidenziato insieme a quello che testimoniano i pazienti sottoposti ad estrazioni.

2×2 sedute

La metodica tradizionale prevede l’estrazione del dente del giudizio superiore ed inferiore in una seduta con la sola anestesia locale, procedura da ripetere per gli altri due a distanza di qualche mese, esponendo il paziente a molti più disagi sia intra operatori che postoperatori, dovendo subire per 2 volte lo stesso disagio e la terapia farmacologica.

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Dott. Alessandro Motta

By | 2019-12-04T17:35:27+01:00 Novembre 13th, 2019|Chirurgia, Generica|0 Comments

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