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Benessere

Aiuta gli altri ad arrivare in vetta.

arrivare in vetta

“Se non possiamo arrivare in vetta, possiamo aiutare qualcun altro a noi vicino ad arrivarci. Attraverso la sua esperienza una parte di noi sarà lì al suo fianco, molto più di quello che si possa pensare.”
Alessandro Motta

12.09.2019 Impresa in alta montagna, ascesa al Cervino di Matteo Cossavella.

Il mio amore per la montagna nasce da bambino, ma un infortunio mi ha impedito l’attività professionale sciistica, fino alla sua interruzione all’età di 30 anni per un altro infortunio. Le cime innevate potevo solo guardarle da lontano, ho accumulato frustrazione negli anni, finché ho pensato: “ok, io non posso farlo ma potrebbe riuscirci una persona a me vicina”, forse avrei provato comunque piacere e soddisfazione. Così è stato, l’emozione avuta nel momento in cui ho saputo che la vetta era stata raggiunta è stata davvero forte e commovente.

Matteo è il mio personal trainer ma anche (e soprattutto) un mental coach e una persona alla quale voglio bene e con la quale sono in sintonia. Mi aiuta ad essere migliore, trasformando parti di me negative in forza positiva e propositiva.
Alessandro

Il Cervino – Matterhorn

di Matteo Cossavella

arrivare in vetta

Il telefono squilla in una delle tante giornate di lavoro.
“Matteo, sono Teodoro, ci sono le condizioni per salire al Cervino… sei pronto?”
“Assolutamente sì, quando vuoi.”
“Lo faremo in giornata, senza dormire al bivacco; sarà dura, ma puoi farcela.”
“Ok, ci vediamo domani sera”.

La sveglia suona alle 2.50, troppo presto per aver dormito bene, troppo presto per definirsi riposati, ma l’adrenalina è tanta e la voglia di salire sul Cervino ancora di più. La notte ci avvolge con una temperatura di fine estate, non c’è vento e il silenzio è rotto solamente dagli scarponi, moschettoni e zaini pronti per la partenza. Si accendono le frontali… si parte! Il sentiero è impegnativo, si sale in progressione su terreno sconnesso con tratti di arrampicata facile. Rispettiamo il silenzio e ci concentriamo solo sui nostri passi.
Un nuovo giorno sta arrivando e, se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una giornata da ricordare.

Il terreno è insidioso, instabile, si alternano tratti di roccia pura a ghiaccio vivo liscio come il marmo, a blocchi di neve duri. Ogni movimento potrebbe costare caro perché, se pur legato al compagno di cordata, un errore si trasformerebbe in una situazione critica.
Spero che questo momento duri a lungo: il silenzio del Cervino è qualcosa di magico, sembra che il tempo si sia fermato e io voglio solo raggiungere il mio obiettivo.

Infiliamo i ramponi, la neve è più insistente e pericolosa, procediamo a corda tesa e con grande cautela, finalmente assaporo il momento in cui vedrò la Croce. Afferro la corda con entrambe le mani e, puntando i ramponi sulla roccia, mi sollevo sulle braccia e raggiungo un piccolo davanzale.
La fatica si fa sentire e il battito rimbomba in testa, anche la quota mi fa capire che non si può scherzare. Vorrei che queste sensazioni non finissero mai. Mi affaccio alle rocce che mi trovo davanti e la vedo: meravigliosa e luminosa, fissata su una cresta che ti chiedi come possa stare in piedi, colpita costantemente da un vento fortissimo.

arrivare in vetta

A piccoli passi ci avviciniamo, devo guardare dove metto i piedi ma non riesco a staccare lo sguardo da Lei. La afferro con un braccio e appoggio la testa su di essa, un’emozione forte mi sale dalla roccia fino alla testa e piango dalla felicità.

Ce l’ho fatta. Sono riuscito a salire sul Cervino in giornata, sono carico di adrenalina e tutta la fatica sembra sparita.

Mi guardo intorno ed è bellissimo, un panorama mozzafiato che mai smetterei di guardare, ma il vento picchia fortissimo e il freddo inizia a essere difficile da gestire, la montagna ci sta dicendo che siamo stati bravi ma che è ora di scendere. Tiro fuori la bandiera “Motta Dentisti” e scattiamo foto, cercando di non farla volare via. Resistiamo ancora qualche istante e poi ci sistemiamo per scendere. Mentre mi allontano, mi giro e la guardo, non so se la rivedrò ancora, ma so che non la dimenticherò mai.
Abbiamo rispettato la montagna e scalato con passione, e questa ci ha concesso il lusso di arrivare in punta felici.

Se la fatica restasse sempre nella mente e nei muscoli, nessuno la accetterebbe, ma se la guardi come passaggio necessario alla rigenerazione allora diventa una cosa divina (Paolo Rumiz)

La stanchezza è davvero tanta, sono poche le volte in cui mi sono sentito così, ma ho una quantità di felicità che potrei illuminare il cielo.
Rientro a casa con un’esperienza memorabile da raccontare, momenti e sensazioni difficili da esprimere perché unici nel loro genere, cose che provi soltanto vivendole, e raccontarle non è abbastanza. Sono stato fortunato, il cielo ci ha dato una grossa mano, il Cervino ci ha concesso di salire senza rischi, tutto ha funzionato.

Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.

Grazie a “Studio Motta Dentisti”, in particolare grazie ad Alessandro e Giancarlo per aver creduto in questo progetto con entusiasmo, passione e attenzione, per avermi permesso di realizzare un sogno.
Grazie a Teodoro, la mia guida e compagno di cordata, che con estrema professionalità e sicurezza mi ha accompagnato in questo viaggio.
Grazie a Corrado e Olivier, guida e cliente, compagni di avventura, piacevole compagnia in questo momento unico.
Matteo

Matteo Cossavella è posturologo e preparatore fisico, amante dello sport e alpinista per passione.

By | 2019-12-04T17:48:18+01:00 Ottobre 24th, 2019|Benessere, Generica, Sport|0 Comments

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